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La Rubrica Dissociata vi appalta forte a tutti.
Ps: adesso i commenti funzionano.Se proprio non avete niente da fare o nessuna emegenza da risolvere in Cile, scrivete qui sotto e non inondatemi la mail con richieste sconce.
Anche perchè ho già detto che non posso candidare piu' nessuno alle regionali.
Mangiate tranquillamente.
Imprenditori, magistrati, esponenti delle forze dell'ordine, fino a scalfire il vertice dell'istituzione emergenziale per eccellenza, la Protezione Civile, nella persona del direttore, Guido Bertolaso: tutti componenti di un più ampio puzzle incastonato, pezzo dopo pezzo, dalla Procura di Firenze.
Milioni di euro scaturiti dalla costruzione di faraoniche opere o anche dalla sola vittoria in una gara d'appalto, meglio se pubblica, mai tanto distanti daun territorio come quello gelese, a mala pena interessato da minimi investimenti, certamente non paragonabili ai miliardi di vecchie lire versati dalle casse di Stato tra gli anni '80 e '90 in favore del depresso meridione.
Ma si sa, la possibilità di arricchirsi e di entrare negli ingranaggi di “certi giri” difficilmente non troverà nuovi adepti, pronti ad industriarsi al fine di giungere all'obiettivo.
La storia di Leonardo Benvenuti, nato a Gela trentotto anni fa, si colloca proprio in quest'ansa, fatta di ferrea volontà di arrivare e grande capacità di adattamento ad ogni situazione: tutto pur di ottenere il tanto agognato “posto al sole”.
Leggi tutto: L'inchiesta "Grandi Opere" e il faccendiere siciliano

di Angelo Spadola e Ludovica Longobardi
Fotogallery sui campi profughi Sahrawi
Pare che il mondo non sia a conoscenza dell'esistenza del popolo Sahrawi. Per l'esattezza, le potenze mondiali e i governi ne sono a conoscenza, ma sono piegati a quei beceri e opportunistici interessi economici che li inducono a lasciarne l'opinione pubblica mondiale all'oscuro.
I sahrawi, fieri e pacifici abitanti del territorio del Sahara Occidentale, posto a sud dell'attuale Marocco, dopo la colonizzazione spagnola conclusasi nel 1975 hanno subìto e sono sottoposti ancora oggi a una colonizzazione ancora più subdola da parte del governo marocchino che, contestualmente alla ritirata della Spagna, decise che il territorio del Sahara Occidentale fosse di proprietà reale marocchina e andasse quindi occupato.
Iniziò così una guerra tra l'esercito marocchino e il Fronte Polisario ("Fronte di Liberazione Popolare di Saguia el Hamra e del Río de Oro”), a seguito della quale il primo costrinse, grazie anche all'uso frequente delle bombe al napalm, la popolazione sahrawi all'esodo verso l'Algeria, che la accolse nel proprio territorio nei pressi di Tindouf.
Per inciso, il Fronte Polisario nacque nel 1973 per volontà di alcuni studenti e intellettuali con l’intento principale di perseguire l’indipendenza dalla colonia spagnola e successivamente concentrò i suoi sforzi armati contro la duplice invasione marocco-mauritania, avendo quasi da subito la meglio verso i secondi e stipulando con questi una pace separata nel 1979.
Il 27 Febbraio del 1976 il popolo Sahrawi proclamò la nascita della RASD (Repubblica Araba Sahrawi Democratica).
Oggi circa 180.000 sahrawi vivono ancora nei campi profughi in Algeria, in pieno deserto.
In una fase storica di crisi generalizzata, ancor più imperante all'interno di un territorio, quello della provincia di Caltanissetta, da decenni preda di percentuali, economiche ed occupazionali, decisamente catastrofiche, non può esserci miglior soluzione di quella legata al mattone e ad ogni altra attività da questo indotta.
La presenza di una molteplicità di grandi e piccole aziende edili, del resto, non costituisce una fortuita coincidenza: Gela, insieme agli altri comuni nisseni, non cessa di sfornare entità economiche di tal genere; alla deflazione dei consumi e, conseguentemente, degli introiti, si risponde adottando un' “etica” del fare che trova nelle costruzioni la più evidente, e pratica, attuazione.
Come da tradizione, però, la committenza pubblica non teme rivali quanto a remunerosità: gli importi garantiti dagli enti locali, infatti, costituiscono preziosi obiettivi da non fallire per gli operatori del settore.
Leggi tutto: La Provincia Regionale di Caltanissetta e la "percentuale magica"
Non possiamo più far finta di niente.
I silenziosi fiancheggiatori della criminalità organizzata sono sempre più spesso ingiustamente dimenticati dai media e dal pubblico, che preferiscono le storie di mafia folkloristiche, ormai banali e ridondanti, e l'esaltazione dei boss di turno, come Maria De Filippi.
Eppure molti di loro, nel corso degli anni, sono dovuti scendere ad orribili compromessi, arrivando addirittura ad infiltrarsi nello Stato. Senza i politici e i poliziotti corrotti, i servizi deviati, il costanzoshiow, gli intermediatori finanziari, i banchieri, la mafia , dove sarebbe ora Raulbova?
Chiedevatevelo.....
DONNE E UOMINI MIGRANTI, LAVORATORI E STUDENTI,ITALIANI/E ANTIRAZZISTI/E!
LUNEDÌ 1° MARZO in Italia, in Francia, in Europa
Milioni di persone migranti vivono in Italia e in Europa. Cosa succede se un giorno decidono di fermarsi, di non andare al lavoro, a scuola, a comprare nei supermercati?
Una giornata di mobilitazioni per dire a tutti che:
--- immigrare non può essere un reato
--- i migranti non sono pericolosi parassiti o solo braccia da sfruttare nel lavoro
--- il permesso di soggiorno legato al lavoro rende precaria e sempre sotto ricatto la vita dei migranti
--- la discriminazione e la precarietà dei cittadini e lavoratori migranti rendono precari anche i diritti e la sicurezza dei cittadini e lavoratori italiani
--- la differenziazione etnica dei salari innesca fratricide guerre fra poveri
--- le donne e gli uomini immigrati, i figli dei migranti, nati o cresciuti in questa terra, sono i nuovi cittadini, sono lavoratori e lavoratrici, sono alunni e studenti. Sono parte dell’Italia di oggi.
TUTTI/E INSIEME, MIGRANTI E ITALIANI/E VOGLIAMO DIRE
NO ALLE LEGGI RAZZISTE , AI LICENZIAMENTI E AGLI SFRATTI, ALLA PRECARIETÀ’, ALLA PERDITA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO, ALLE ESPULSIONI, AI CENTRI DI DETENZIONE (CIE)
Leggi tutto: Cassibile-Siracusa-Catania: sciopero lavoratori migranti 1 Marzo 2010
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