Fine della trasmissione
Era maggio 2004 quando Corrado (detto “il Tucce”) ci illuminò parlandoci della possibilità di creare un portale di eventi siciliani partendo da casa sua, nostra, da Noto per poi essere letto in Sicilia, ma come abbiamo scoperto poco più tardi anche nel resto della penisola. Non eravamo, neanche a dirlo, né giornalisti, né aspiranti tali. Avevamo solamente voglia di raccontare ciò che ci succedeva attorno, seguendo manifestazioni, concerti e festival che avremmo già seguito per conto nostro con la sola differenza di condividerlo con altre persone.
Ovviamente la parola “antagonista” stava a rappresentare il nostro modo di vedere le cose e il taglio che volevamo dare al tipo di informazione che è passata sul sito. E’ chiaro che non abbiamo mai raccontato di manifestazioni dei pensionati della UIL, di concerti di Laura Pausini o Pupo e non ci siamo mai permessi di scrivere nulla sulle numerosissime sagre della salsiccia che imperano nella nostra Terra in ogni dove.
Il sito si è evoluto e involuto parecchie volte. Ha cambiato aspetto, colore, argomenti trattati; tante persone hanno scritto per noi, collaborato, si sono anche stancate presto o addirittura hanno fatto parte della redazione senza mai scrivere un articolo o partecipare alle discussioni sul forum interno. Ci sono stati i periodi delle interviste, quello dei video, quello delle magliette, quello della musica, quello delle foto.
Abbiamo fatto lo speciale sulle trivellazione nel Val di Noto sia cartaceo che on-line, abbiamo seguito tutta l’organizzazione del contro g8 di Siracusa, partecipato e scritto sulle manifestazioni contro il ponte sullo stretto, fatto comunicati di solidarietà ai vari sgomberi dei centri sociali di Palermo, Catania, Ragusa, Reggio Calabria, dato spazio alla contro-informazione di Antonio Mazzeo, collaborato e scambiato articoli con Sicilia Libertaria e Il Clandestino, ricordato Carlo Giuliani e Peppino Impastato, scritto numerosissimi articoli sulla mafia gelese (e non) grazie al nostro instancabile Rosario, dato voce all’incresciosa vicenda che ha visto coinvolto Carlo Ruta ed evidenziato tutte, o quasi, le lotte autorganizzate avvenute sul nostro territorio.
Abbiamo anche ricevuto insulti, minacce, abbiamo evitato un paio di volte la denuncia.
Ma così com’è iniziato questo percorso, cioè quasi per caso, per caso, o meglio, per mancanza di energia, tempo e spazio nelle nostre vite, si conclude, perché è inutile ed irrispettoso tentare di resuscitare un cadavere. Tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Dell’esperienza che si andava spegnendo ce ne siamo accorti insieme senza neanche averne parlato prima.
Lasceremo on-line il sito perché è giusto condividere l’archivio con chiunque abbia voglia di utilizzare il materiale fino ad oggi prodotto. Speriamo che ne venga sempre fatto buon uso.
Grazie, La redazione.
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