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Scritto da Antonio Mazzeo Venerdì 03 Febbraio 2012 19:43
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Finmeccanica, holding a capo del complesso militare industriale nazionale, ha scelto l’ex viceministro della Difesa degli Stati Uniti d’America, William J. Lynn, come nuovo presidente e amministratore delegato della controllata DRS Technologies, società produttrice di sistemi elettronici avanzati con sede in New Jersey. Secondo il general manager di Finmeccanica Giuseppe Orsi, la nomina di Lynn è “fondamentale” per rafforzare il ruolo del gruppo nel mercato USA della difesa e della sicurezza e conseguire “un’organizzazione ed una struttura di management più efficienti e competitive”.
A Lynn saranno attribuiti pure i compiti di supervisione delle attività delle altre società di Finmeccanica operanti in nord America (AgustaWestland, OTO Melara, AleniaAermacchi e Selex). Incerto a questo punto il futuro di DRS Technologies. Un anno fa, il consiglio d’amministrazione di Finmeccanica retto da Pier Francesco Guarguaglini era intenzionato a vendere la società e ridurre il deficit della holding valutato intorno ai 4,6 miliardi di euro. Anche il neoamministratore delegato Orsi ha fatto accenno a un piano di ristrutturazione aziendale con la dismissione di comparti “non strategici” per più di un miliardo di euro. Ma con un manager d’eccellenza come mister Lynn, l’azienda statunitense sarebbe tutt’altro che secondaria per i progetti di rilancio di Finmeccanica ed è dunque improbabile una sua cessione a breve termine.
Si è svolta dentro le mura del Pentagono buona parte della vita e della carriera professionale di William J. Lynn. Viceministro di Obama dal febbraio 2009 all’ottobre 2011, egli ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo delle nuove concezioni strategiche del Dipartimento della difesa nel settore nucleare, aerospaziale e della cybersicurity. Molto tempo prima (dal 1982 al 1985) Lynn aveva ricoperto il ruolo di direttore esecutivo per i progetti della difesa dell’ultraconservatore Center for Strategic and International Studies – CSIS e di ricercatore sulle “forze strategiche nucleari e il controllo delle armi” della National Defense University. Successivamente Lynn passò a fare da consigliere militare del senatore democratico Edward Kennedy, per essere poi nominato dal presidente Bill Clinton, sottosegretario alla Difesa e responsabile dei programmi di analisi e valutazione militari.

Leggi tutto: Da falco del Pentagono a super manager di Finmeccanica

Scritto da Giorgio Ruta Venerdì 03 Febbraio 2012 18:30
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Caos al mercato ortofrutticolo di Vittoria, nel ragusano. La Guardia di Finanza ha denunciato al Procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, 74 operatori della struttura ed ha scovato 18 milioni di evasione fiscale. Gli occhi delle Fiamme Gialle, guidate da Francesco Fallica, erano da tempo sul mercato ortofrutticolo più grande del meridione. E il quadro che l'indagine ha delineato è drammatico: illegalità diffusa e ben radicata.
La nebbia che copriva l'illegalità al mercato di Via Fanello è stata dissipata dopo che un’indagine conoscitiva condotta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva portato a risultati allarmanti.
Le Fiamme Gialle hanno scoperto una miriade di reati che sembrano essere fili di un'enorme ragnatela con forti influenze mafiose. Nello specifico 65 persone sono state denunciate per rialzo fraudolento dei prezzi, 63 per truffa, 41 per turbata libertà degli incanti, 8 per abuso d'ufficio, 3 per peculato, 2 per favoreggiamento reale, 1 falso in scrittura privata, 1 per bancarotta fraudolenta.
A saltare agli occhi è un dato: oltre 27.000 kg di ortaggi provenienti dalla Tunisia, in particolare datterino - ciliegino e carciofi, sono stati spacciati per locali. Un danno enorme alla credibilità della produzione locale, già in forte difficoltà.
Ma il punto nevralgico dell'indagine delle Fiamme gialle ragusane è un altro: la doppia attività. Alcuni commissionari - gli intermediari tra i produttori e la grande distribuzione - non si limitavano al lavoro di tramite intascando il 10% previsto di commissione. Spesso il commissionario era al tempo stesso acquirente, snaturando illegalmente le logiche del mercato e mettendo in ginocchio i produttori costretti a vendere a prezzi talvolta umilianti.

Leggi tutto: Vittoria, gli "affari" al mercato ortofrutticolo

Scritto da Antonello Mangano (terrelibere.org) Martedì 31 Gennaio 2012 20:06
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Quando pubblicammo il libro elettronico 'Quattro per cinque`, di Raffaella Cosentino, fu subito chiara una cosa: i giornalisti che avevano scritto di criminalità organizzata, e che avevano ricevuto pesanti minacce, tacevano improvvisamente quando chiedevamo loro di raccontare lo sfruttamento in redazione.
Il titolo 'Quattro per cinque` si riferiva ai centesimi (4) al rigo pagati a una giornalista da un quotidiano antimafia, a cui corrispondevano i proiettili (5) esplosi contro la sua automobile in risposta a un articolo sgradito. Il problema era evidente: lo sfruttamento è sempre grave, ma è insopportabile se rischi pure la vita. Il caso di Giovanni Tizian, giornalista sotto scorta a causa dei suoi articoli sulle mafie al Nord, ripropone per l`ennesima volta questa drammatica contraddizione.
Le legittime domande poste in pubblico da Raffaella Cosentino ('Soru, perché non paghi i collaboratori dell`Unità?" – 'Camusso, lo sfruttamento nelle redazioni può essere paragonato a quello in agricoltura?) sono state accolte da inspiegabili risate, come potete ascoltare dai video pubblicati nella pagina della nostra campagna.
Chi ci ha mandato una storia da pubblicare ha chiesto di rimanere anonimo, anche quando 'denunciava` pratiche notissime, come l`abitudine dei praticanti di pagarsi da soli i contributi (lavorando gratis) per ottenere il tesserino dell`ordine. In generale, ci ha colpito la rinuncia all`arma in più rispetto agli altri lavoratori: scrivere. Conosciamo più storie di sfruttamento nelle campagne che nelle redazioni. 'Giornalista? Era meglio se lavoravi a cottimo nelle campagne di Rosarno, almeno lì 25 euro al giorno di prendono, meglio che 4 euro ad articolo`, scrive Giovanni Tizian nel suo 'Gotica`.

Leggi tutto: Peggio la mafia o i giornali sfruttatori?

Scritto da Gigi Richetto Sabato 28 Gennaio 2012 19:28
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La giornata del 26 gennaio 2012 rappresenta un grande e positivo salto di qualità, per il Movimento No Tav, la Valle e tutti i movimenti e cittadini in lotta per la dignità. Dimostra fisicamente che la popolazione sempre più non accetta la speculazione mafiosa puntellata dalla violenza militare, la svendita dello stato, il ricatto sul futuro per giovani e pensionati, la presa in ostaggio di ambiente e persone. Le manganellate ai pescatori o ai pastori, la restrizione dei diritti sindacali nei confronti degli operai, il tentativo di golpe sull’acqua pubblica e sui beni comuni, sono provocazioni pesanti come quelle ai Valsusini. I ricatti contro i camionisti sono ferite contro i lavoratori e il paese, che alimentano ancor più l’indignazione popolare.

Leggi tutto: Una comunità solidale e aperta, in marcia per la dignità

Scritto da Redazione Infoaut Sabato 28 Gennaio 2012 19:19
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È partita oggi Sabato 28 Gennaio la campagna di boicottaggio nazionale contro la Omsa che nel giorno di Capodanno con un semplice fax ha bruscamente licenziato 239 lavoratrici dello stabilimento di Faenza senza nessuna possibilità di trattativa.
Alla base del licenziamento delle operaie sta la sete di profitto incondizionato: l’azienda infatti sembra godere di ottima salute dal punto di vista finanziario ma non contenta di ciò ha deciso di delocalizzare la produzione verso paesi terzi dove il lavoro viene pagato a costo zero (il minimo indispensabile per la sopravvivenza) perpetuando così sfruttamento su sfruttamento. Questo è ciò che accade nel turbolento e contraddittorio mondo del lavoro dove tagli e licenziamenti sono all’ordine del giorno e dove la crisi creata da banche e speculatori la fa da padrona sulla vita di studenti, precari, operai e senza casa. La mancanza di qualunque scrupolo da parte della Omsa è però riuscita a sollevare il dissenso e la rabbia di quanti hanno deciso di solidarizzare con la lotta di queste lavoratrici e scendere in piazza per fare sentire le proprie ragioni.

Leggi tutto: Palermo boicotta Omsa

Scritto da Antonio Mazzeo Sabato 28 Gennaio 2012 19:12
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Carissimi, purtroppo non posso essere con voi a condividere ancora una volta la lotta per la legalità in una provincia dove colui che viene indicato da anni - da organi inquirenti e collaboratori di giustizia - come uno dei “capi” della criminalità organizzata, può intestarsi impunemente un dissennato progetto pseudo “economico” che ha ottenuto prima il voto unanime (e un’astensione) del Consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, poi la difesa d’ufficio di amministratori e forze politiche e finanche la discesa in campo del locale senatore della repubblica. A ciò, avrei oggi voluto segnalare di persona, si aggiunge il silenzio complice delle forze politiche, sociali e sindacali che per patrimonio storico e dichiarazioni di principi, dovrebbero fare della lotta alla mafia, al malaffare, al dissesto dei territori e dell’ambiente, la loro costante pratica di azione.
La vicenda del Parco commerciale di Contrada Siena è sicuramente una delle pagine più nere della recente storia politica del messinese e della Sicilia. Tuttavia, l’inchiesta avviata lo scorso anno dalla Procura della repubblica di Barcellona e l’indagine conoscitiva recentemente decretata dal Ministero dell’interno per valutare le possibili infiltrazioni criminali nella vita amministrativa del Comune, vengono viste con fastidio o volutamente ignorate dalle stesse forze d’opposizione.

Leggi tutto: Lettera di Antonio Mazzeo. A Barcellona Pozzo di Gotto, fra economia mafiosa e mutamento

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