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Scritto da Antonio Mazzeo Giovedì 17 Giugno 2010 15:19
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È una delle installazioni militari meno note in Italia ma è certamente tra quelle più pericolose dal punto di vista ambientale. Operativa dal 1991, la Naval Radio Transmitter Facility – NRTF di Niscemi (Caltanissetta) assicura le telecomunicazioni della Marina militare degli Stati Uniti d’America a livello planetario; inoltre, è destinata ad ospitare uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di trasmissioni satellitari delle forze armate USA. La NRTF sorge a pochi chilometri dal centro abitato di Niscemi, a stretto ridosso del perimetro della riserva naturale “Sughereta”, sito d’importanza comunitaria SIC. Ospita una quarantina di antenne e ponti radio che emettono, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, onde elettromagnetiche che coprono tutto lo spettro compreso tra le HF, le VHF e le UHF (le alte, altissime ed ultra frequenze per le comunicazioni radio di superficie) e le ELF, le VLF e le LF (le frequenze estremamente basse e bassissime, in grado di penetrare in profondità le acque degli oceani e contribuire alle comunicazioni con i sottomarini a capacità e propulsione nucleare). Un cocktail micidiale che sovrespone gli abitanti e la variegata fauna e flora locale all’inquinamento elettromagnetico di cui solo negli ultimi mesi è stato possibile conoscerne i gravissimi ed insostenibili livelli.

 

Leggi tutto: L'inquinamento elettromagnetico della base Usa di Niscemi

Scritto da Rosario Cauchi Mercoledì 16 Giugno 2010 20:29
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Che il rapporto instaurato nel corso del tempo dall'attuale primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, e dalla Guida della Rivoluzione libica, Mu'ammar Gheddafi, sia ferreo, non è certamente una novità.
L'ultima manifestazione di un sodalizio, oramai granitico, è andata in scena con la risoluzione della “crisi” dei tre motopesca della marineria di Mazara del Vallo: l'Alibut, il Mariner 10 ed il Vincenza Giacalone erano stati fermati, il 10 Giugno, a trenta miglia marine dalla costa africana, area ritenuta dalle autorità libiche di propria esclusiva competenza.
Molteplici trattative, come spesso capita quando si parla di natanti italiani fermati dagli intransigenti guardacoste rivoluzionari, ed alla fine il colpo di scena: il premier italiano giunge in Libia, stringe la mano al fedele amico, e la crisi, miracolosamente, si scioglie come neve al sole.
Evidentemente, la Guida libica è stata persuasa anche da altri fattori, decisamente più materiali dei valori politici e delle traiettorie marine.
Il giorno precedente alla “presa” dei pescatori mazaresi, il 9 Giugno, l'autore del Libro Verde era riuscito a strappare l'ennesimo accordo di cooperazione all'Unione Europea, per un totale di 60 milioni di euro.
Si tratta, al pari di altri precedenti, di un documento preliminare, denominato Pin, con alla base azioni di convergenza fra gli stati dell'Ue e la Libia; immigrazione, sanità, sostegno economico, educazione ed energia, questi i punti più significativi dell'intesa.

Leggi tutto: Libia, tra repressione e affari

Scritto da Libero Siciliano (Redazione Sicilia Libertaria) Mercoledì 16 Giugno 2010 20:16
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La tragedia del Golfo del Messico comincia a turbare i sogni anche di noi siciliani; quel petrolio riversato in mare non può che farci riflettere; infatti, un incidente simile nella nostra situazione sarebbe molto più tragico e addirittura fatale per il nostro futuro.
Se il pompaggio del greggio a terra nel territorio del Sud-Est, tra Gela e Ragusa, in questi 60 anni non ha comportato incidenti di rilievo (ma nemmeno benefici di rilievo, anzi dovremmo aprire il discorso sulle raffinerie…, ma non è questa la sede), quello a mare, invece oltre ad essere effettivamente rischioso, già ha provocato danni, per i quali la Edison, proprietaria della piattaforma VEGA, è sotto processo per inquinamento. Sotto accusa è lo smaltimento illegale a mare dei rifiuti prodotti dall’estrazione, grazie al quale la società ha risparmiato milioni di euro a scapito dell’ambiente marino nel suo complesso.
Sarebbe ora di cominciare con il porre uno stop alle attuali le ricerche petrolifere, bloccando i nuovi permessi in modo da fuoriuscire lentamente ma decisamente da una situazione che il nostro territorio subisce da anni, e ancora oggi con i nuovi avventurieri texani alla ricerca di idrocarburi e gas. Questo implica il compiere delle scelte politiche controcorrente, anche se non rientrano nelle intenzioni della classe al potere o di quella che vi aspira, da sempre complici dei petrolieri e delle multinazionali: scelte come il puntare sui mezzi pubblici, sulla riconversione energetica verso fonti ecocompatibili e rinnovabili, ecc; scelte che hanno anche un rilevante aspetto (e impatto) culturale e sociale, e che possono farsi strada solo a prezzo di una dura battaglia su molti fronti.

Leggi tutto: Trivellazioni. Le multinazionali texane all'assalto del territorio siciliano

Scritto da Comunicato Lunedì 14 Giugno 2010 15:06
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Non si fermano le lotte degli studenti universitari contro la riforma varata dal ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, e nella mattina di oggi un centinaio di membri del coordinamento delle facoltà e dell'Accademia di Belle arti hanno occupato il rettorato. Un’invasione pacifica dello Steri che durerà due giorni, compresa la notte di oggi, e che vedrà i ragazzi organizzare una serie di incontri ed eventi culturali e politici. “Riteniamo di dover contestare il varo dell'offerta formativa universitaria per l'anno accademico 2010/2011 – spiegano in una nota gli studenti –. Risulta, infatti, inattuabile a causa dell'impossibilità di avviare i corsi di laurea triennale e specialistica per la mancanza di fondi adeguati e del personale docente”.

Ecco il programma delle iniziative di “Università I(n)-steri-ca”.

Lunedì 14 Giugno
18.30 Seminario " Migrazioni, confini e legalità" – Interverrà il ricercatore P.Cuttitta
22.30 Notte bianca in rettorato con Dance Hall Raggae

Martedi 15 Giugno
11.00 Assemblea delle Università meridionali - Previsti interventi da Catania, Bari, Cosenza, Napoli
16.00 Dibattito "Fuori dalla crisi: Università tra vecchi e nuovi movimenti" – Interviene F. Raparelli di Rete Uniriot

Scritto da Rosario Cauchi Domenica 13 Giugno 2010 19:03
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Il Muos, Mobile User Objective System, ovvero il sistema di trasmissione e smistamento di informazioni interno alle strutture militari statunitensi, continua a far discutere Niscemi, centro del nisseno prescelto per ospitarlo. Ulteriore testimonianza, un pubblico dibattito organizzato ieri dai comitati locali e dall'amministrazione comunale. Il fisico, Massimo Coraddu, studioso degli effetti prodotti dalla propagazione di onde elettromagnetiche, in specie di quelle derivanti da impianti militari, ne è certo: “la valutazione di impatto ambientale redatta dai responsabili della marina militare statunitense ha scarso fondamento, basandosi su pochi e fallaci dati numerici”. Lo stesso, già impegnato nell'analisi di impianti militari ubicati in Sardegna, ha voluto precisare, solo per citare uno dei tanti esempi, che il documento preliminare prodotto dagli esperti statunitensi individua, quasi a smentire il tono tranquillizzante dominante all'interno del breve testo, la soglia di rischio entro l'arco dei 137 Km dal futuro impianto.

 

Leggi tutto: Niscemi, dubbi ed omissioni intorno al Muos

Scritto da Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella Domenica 13 Giugno 2010 18:49
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Le vicende, spesso occultate da autorità militari statunitensi ed istituzioni, nazionali e regionali, relative all'installazione del sistema di comunicazioni, Muos, a Niscemi, non smettono di assicurare sviluppi e novità. La "Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella", anche grazie al contributo del giornalista free-lance, Antonio Mazzeo, ha realizzato un ampio dossier, frutto di ricerche ed analisi protrattesi da almeno un biennio, che intende far chiarezza sulle vere incognite alla base del progetto militare Usa.

La redazione di Siciliantagonista lo mette a disposizione: di modo che i nostri lettori, e non solo, possano acquisire una maggiore consapevolezza su di un argomento spesso incomprensibilmente "vietato".

 

 

Leggi tutto: Dossier Muos a Niscemi

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