La ripresa del nucleare in Italia è uno degli obiettivi essenziali del governo Berlusconi, tra gli alfieri del progetto anche l'ex Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, dimessosi a seguito delle note vicende della “cricca”. A quanto pare, soprattutto alla luce delle ultime notizie provenienti da fonti governative, l'iter dovrebbe subire un'accelerazione già a fine estate. Entro Settembre, infatti, dovrà essere definita, punto per punto, la mappa dei siti scelti allo scopo di ospitare i nuovi impianti: l'annuncio, reso pubblico ieri nel corso di un'audizione alla Commissione Ambiente del Senato, è giunto da Fedora Quattrocchi, dirigente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. A scegliere materialmente i siti sarà la Sogin s.p.a., Società Gestione Impianti Nucleari, che ha già riunito una speciale task-force a ciò destinata: i lavori sono iniziati il 14 Aprile e dovrebbero completarsi intorno al 23 Settembre, sempre stando alle indicazioni fornite dalla stessa Quattrocchi.
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Il Circolo "Il Carrubo" Onlus di Ragusa ha da poco presentato talune osservazioni concerneti lo studio di Valutazione di Impatto Ambientale definito dalla società, Sviluppo Risorse Naturali s.r.l., relativo ai progetti di esplorazione nelle acque dell'area ragusana
mare’.'Gli Iblei un tempo erano una terra di filosofi e scienziati, ma adesso sono solo un luogo di ignoranza ed arretratezza'. Devono aver probabilmente pensato questo i dirigenti ed i tecnici della società Sviluppo Risorse Naturali s.r.l., quando hanno elaborato e presentato il loro scandaloso studio di Valutazione di Impatto Ambientale per il permesso di Ricerca Idrocarburi (d 355 C.R-.SR) da realizzarsi nel tratto di mare prospiciente ai comuni di Scicli, Ragusa, Santa Croce Camerina e Vittoria. Ma sono cascati male: negli Iblei, ed in provincia di Ragusa in particolare, ci sono competenze tecnico-scientifiche di alto livello che, grazie al metodo dell'Ambientalismo Scientifico, hanno permesso all’associazione Legambiente circolo “Il Carrubo” ONLUS di inviare agli organi competenti delle puntuali osservazioni a questo studio, inserendosi in tal modo 'a gamba tesa' nel procedimento autorizzativo. Le risultanze dell’attenta analisi della documentazione hanno evidenziato un quadro a dir poco disarmante e preoccupante: lo studio presentato dalla ditta risulta molto superficiale ed inadeguato ad una esaustiva valutazione dello stato ambientale dell’area interessata. I dati e le informazioni citati non possono essere ritenuti attendibili in quanto spesso manca del tutto il riferimento bibliografico o le adeguate informazioni tecnico-scientifiche per valutarne la loro attendibilità. In altri casi si tratta di informazioni datate con riferimenti bibliografici vecchi. Per la maggior parte lo studio appare privo di adeguati riferimenti al contesto ambientale specifico, e solo in alcune pagine si accenna ad una seppur generica valutazione dei rischi potenziali connessi alle attività di ricerca.Diverse sono le 'chicche' che si trovano in questo studio e che sono state puntualmente rilevate e stigmatizzate da Legambiente, citiamo solo le più eclatanti.La società in questione ha richiesto di effettuare ricerche di idrocarburi per una fascia che va da 0 (dalla riva!) a 20 km dalla costa.
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Il Comitato No Muos - Niscemi, in collaborazione con la Campagna per la Smilitarizzazione di Sigonella, con il Patrocinio del Comune di Niscemi
Organizza il convegno:
NISCEMI, IL MUOS E LE ONDE ELETTROMAGNETICHE:
Convivenza Pacifica o Conflitto?
Come è andata a finire?
Niscemi - Biblioteca Comunale, Sabato 12 Giugno 2010 ore 18:00
Interverranno:
- Avv. Giovanni Di Martino (Sindaco di Niscemi)
- Dott. Massimo Coraddu (INFN Cagliari - esperto degli effetti nocivi prodotti dalle onde elettromagnetiche)
- Rosario Mascara (Comitato Associazioni Ambientaliste)
concluderà:
ANTONIO MAZZEO (Campagna per la Smilitarizzazione di Sigonella)
Quello di Pietro Di Vincenzo è un nome assai noto agli inquirenti nisseni, e non solo: già dall'inizio degli anni '90, quando l'Italia venne travolta dal vortice di Tangentopoli, l'imprenditore iniziò a frequentare procure e commissariati; era il Giugno del 1993, Di Vincenzo si trovò di fronte al pm, Antonio Di Pietro, con l'accusa di aver intascato una tangente, versata dalla Cogefar Impresit, destinata all'ottenimento di un lucroso appalto per l'ampliamento del nosocomio di Vittoria. L’ex responsabile dei costruttori siciliani ha nuovamente ricevuto la visita delle forze dell'ordine; venerdì l’arresto, a conclusione di un’ampia indagine, le accuse sono molteplici: riciclaggio, estorsione, attribuzione fittizia di beni e ricettazione. In totale, il Gico della Guardia di Finanza di Caltanissetta, indaga su dodici soggetti, ma solo due di questi sono stati arrestati: oltre a Di Vincenzo, anche il collega siracusano, Giuseppe Sirugo. A quanto pare, le manette sono scattate proprio per evitare che i due, profittando di una catena di società, spesso fittizie, e passaggi di quote azionarie, potessero inquinare lo scenario probatorio. Anche perché il potente imprenditore nisseno, stando sempre alle risultanze d'indagine, poteva contare su una fonte interna al corpo dei finanzieri, come testimoniato dal ritrovamento di un'informativa, contenente un elenco di beni di sua proprietà, prodotta dalla stessa Guardia di Finanza nissena.
“..nel novembre del 2007 gli uomini della DDA di Catania filmarono per una settimana i movimenti attorno al Mercato Ortofrutticolo di Vittoria, scoprendo l'esistenza di un vero e proprio tariffario..per ogni camion che partiva verso il Centro-nord gli emissari dei clan intascano 300 euro..pagavano la diaria mafiosa anche i cottimisti impegnati nello scarico delle cassette..” (tratto dall'articolo “Mafia e Agroalimentare” pubblicato su Economy, inserto di Panorama, 7 maggio 2008)
Diverse testate nazionali come la Repubblica, Il Sole 24 Ore e l’Espresso in numerosi articoli ed inchieste hanno denunciato da tempo le anomalie di funzionamento della filiera agroalimentare ipparina e di commercializzazione al Mercato Ortofrutticolo di Vittoria. L’Espresso del 28 maggio 2009 in merito ad un inchiesta sul Mercato di Vittoria titolava in maniera forte: “.. i prezzi li fa la mafia..”. Il Mercato Ortofrutticolo di Vittoria da anni è oggetto di attenzione da parte dagli organi inquirenti e risulta essere citato da diverse relazioni della Commissione Nazionale Antimafia, della Direzione Nazionale Antimafia (DNA) ed è al centro di inchieste da parte della DDA di Catania (Economy, Maggio 2008). La DNA nella relazione del Dicembre 2008 afferma che la struttura commerciale ortofrutticola della Città di Vittoria è collegata con il Mercato Ortofrutticolo di Fondi da tempo al centro di indagini da parte della DDA di Roma che ha accertato come la ‘ndrangheta lo controlla grazie anche alla complicità e alla passività di amministratori, dirigenti e funzionari del Comune di Fondi (dati emersi dall’accesso disposto dal Prefetto di Latina).
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Questo momento mette sempre più in risalto un paese devastato dalla crisi, con un mercato del lavoro che tende a ridurre sempre più le proprie regole all'unica condizione, che lavora chi costa meno e non può pretendere che i propri diritti vengano garantiti.
Funzionali a questo sistema ci sono, da una parte, le nuove leggi in materia d’immigrazione che rendono il migrante sempre ricattabile e sfruttabile, e dall'altra parte, un clima di paura e di tensioni create ad arte dai media di regime. A quasi un anno dalla promulgazione del pacchetto sicurezza e dall'assestamento di questo sistema di progressiva esclusione sociale, diventa sempre più palese che il processo di criminalizzazione dei migranti, inizia a coinvolgere anche quei cittadini italiani che vivono nelle periferie e chiunque si opponga alla crescente precarizzazione del lavoro e della vita. Il territorio viene militarizzato, viene cancellato il diritto di sciopero e ridimensionato quello a manifestare, vengono sgomberati gli spazi liberati.
Leggi tutto: Dai un calcio al razzismo! Assemblea per un torneo di calcio a 5 antirazzista
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