Safab s.p.a., problemi per l'acquedotto Montescuro Ovest
Ultimo aggiornamento Martedì 30 Novembre 1999 01:00 Scritto da Rosario Cauchi Giovedì 15 Luglio 2010 00:40
Accade in Sicilia - Accade in Sicilia
La decisione prefettizia generava lo stop di diversi cantieri avviati dalla Safab s.p.a., compreso quello del tunnel dell'Altopiano delle Rocche in Abruzzo. Ma innestava, ancora, ulteriori reazioni: al punto da indurre Siciliacque s.p.a., due giorni dopo l'emissione dell'informativa antimafia negativa, alla rescissione del contratto finalizzato al completamento dei lavori dell'acquedotto Montescuro Ovest. La Safab, però, decideva di opporsi alla mossa compiuta dalla stazione appaltante, agendo innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio. I giudici, tramite decreto del 15 dicembre del 2009 e successiva ordinanza del 15 gennaio di quest'anno, non accoglievano le opposizioni formulate, con atto numero 10558, dalla ricorrente alla quale si aggiungeva la stessa I.g.m. s.r.l. di Gela. Confermavano infatti “lo stretto legame esistente tra il Missuto, la cui famiglia è proprietaria della I.g.m s.r.l. di cui la ricorrente si è ordinariamente avvalsa per subappalti, e il signor Luigi Masciotta, già componente insieme al fratello e ad altre persone del cda della ricorrente”. Il Consiglio di Stato, adito dai legali dell'azienda romana, ha in parte mutato il verdetto emesso dal Tar Lazio: con decreto del 22 gennaio ed ordinanza del 22 febbraio ha sospeso la decisione di primo grado, fondando il ragionamento condotto su due punti. Anzitutto, il rischio per il futuro occupazionale dei lavoratori già impegnati nel cantiere dell'acquedotto, ed ancora l'intervento di talune modifiche nell'assetto societario della Safab s.p.a. Per tali ragioni, i giudici hanno richiesto alla Prefettura della Provincia di Roma maggiori approfondimenti circa l'attuale stato del gruppo. La cessione ad altra entità economica di un ramo d'azienda, infatti, dovrebbe comportare un definitivo sblocco dell'attuale impasse. I giudici amministrativi dovrebbero definitivamente pronunciarsi intorno al 15 luglio, anche alla luce delle eventuali nuove indicazioni fornite dalla Prefettura. Intanto, anche i lavoratori attendono notizie.
Rosario Cauchi
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