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<title>Siciliantagonista.org</title>
<link>http://www.siciliantagonista.org</link>
<description>Siciliantagonista.org</description>
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<title>??U STISSO SANGU. STORIE PIU? A SUD DI TUNISI? : Buona la prima!</title>
<link>http://www.siciliantagonista.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=314</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;img /&gt;Secondo diversi benpensanti, tra i quali alcuni dei massimi esponenti della compagine di governo nazionale: eritrei, somali, etiopi, nigeriani, ma anche afgani, palestinesi, iracheni, sceglierebbero di sfidare la sorte, sostenendo viaggi massacranti, consci di poter conseguire, entro i confini della vecchia Europa, sicurezze economiche e sociali; addirittura taluni &amp;ldquo;think tank&amp;rdquo; conservatori non temono di propagandare la loro verit&amp;agrave; ufficiale, in base alla quale i passeggeri dei malconci barconi, oramai entrati nell&amp;rsquo;immaginario collettivo italiano, sarebbero individui dotati, fin dall&amp;rsquo;origine, di idonee capacit&amp;agrave; economiche, tali da consentirgli il pagamento delle ingenti somme di denaro richieste dai trafficanti di uomini. &lt;br /&gt;
Chiss&amp;agrave; cosa ne penserebbero i diretti interessati qualora venissero interpellati, magari alcuni minuti dopo essere sbarcati sul suolo italico, da uno zelante funzionario statale? &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti coloro che da anni si battono al fianco della popolazione migrante, per&amp;ograve;, sono ben consapevoli del modus operandi vigente sul nostro territorio, sideralmente distante dagli standard di efficienza e rispetto generalmente descritti. &lt;br /&gt;
&amp;ldquo;&amp;rsquo;U Stisso Sangu. Storie pi&amp;ugrave; a sud di Tunisi&amp;rdquo;, realizzato da Francesco Di Martino e Sebastiano Adern&amp;ograve;, invece, alla stregua del neorealismo novecentesco, riesce a calarci in una sorta di realt&amp;agrave; parallela, affiancata quotidianamente alla nostra, ma ignorata dai pi&amp;ugrave;, propensi a scagliarsi contro i nefasti effetti dell&amp;rsquo; &amp;ldquo;invasione dei clandestini&amp;rdquo;, piuttosto che a interrogarsi sulle cause dell&amp;rsquo;arrivo di migliaia di uomini e donne in Italia. &lt;br /&gt;
Il raggiungimento delle coste siciliane costituisce, spesso, un vero successo inaspettato, frutto di settimane, quando non di mesi, di lunghi trasferimenti e di defatiganti sforzi; l&amp;rsquo;accoglienza, al contrario, non racchiude i valori di ospitalit&amp;agrave; e tutela dei diritti fondamentali, tipici della cultura democratica occidentale. &lt;br /&gt;
Ai nuovi arrivati, se scampati al nuovo stratagemma dei respingimenti in mare, teorizzato ed adottato dalla coppia Maroni-La Russa, non rimane altro che affrontare l&amp;rsquo;esperienza degli ex cpt (Centri di Permanenza Temporanea), oggi cie (Centri di Identificazione ed Espulsione), dispensatrice di un inequivocabile messaggio: &amp;ldquo;spetta allo Stato italiano individuare coloro che potranno accedere e quelli che, invece, dovranno essere espulsi&amp;rdquo;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a&gt;Guarda le foto della presentazione&lt;/a&gt; di Rosario Cauchi&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CONTINUA A&amp;nbsp;LEGGERE : CLICCA SU &amp;quot;LEGGI TUTTO...&amp;quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Quando l?informazione ha un prezzo</title>
<link>http://www.siciliantagonista.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=313</link>
<description>&lt;p&gt;Il mondo della sana informazione in Sicilia sembra arricchirsi sempre di pi&amp;ugrave;. Nascono ogni giorno esperienze nuove, nascono blog antimafia, prendono forma esperienza come quella di U&amp;rsquo;cuntu.org. Telejato continua imperterrita ad andare in onda nonostante le minacce; molti giovani (e Siciliantagonista &amp;egrave; la prova) provano a fare giornalismo dal basso, cercano di imparare dai pochi &amp;ldquo;veri&amp;rdquo; giornalisti siciliani. Ci si tira le maniche per non morire in una Sicilia ancora disgraziata. &lt;br /&gt;
Ma mentre sorgono nuovi segni di speranza &lt;strong&gt;Graziella Proto, ex amministratrice e redattrice della rivista diretta da Pippo Fava, &amp;ldquo;I Siciliani&amp;rdquo;,&lt;/strong&gt; si sta vedendo pignorata la casa. &lt;img /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le cambiali che hanno permesso che dalle pagine de &amp;ldquo;I Siciliani&amp;rdquo; si denunciassero la mafia e gli intrecci loschi di certi ambienti le ha firmate Graziella. &lt;br /&gt;
Non solo lei ma buona parte della vecchia guardia del giornale diretto da Pippo Fava deve far fronte ai debiti, scontrandosi con l&amp;rsquo;indifferenza dei molti. &lt;br /&gt;
Riccardo Orioles, che di quella esperienza ha fatto parte, e Pino Maniaci, anima di Telejato, hanno lanciato un appello per non lasciare sola Graziella. &amp;ldquo;L\'antimafia &amp;egrave; bella e tutti appoggiano l\'antimafia, si capisce: per&amp;ograve; le cambiali, oltre vent\'anni fa, le ha dovuto firmare Graziella&amp;rdquo;, dicono i due. &lt;br /&gt;
La Proto ha dimostrato la sua testardaggine, la sua sincera voglia di fare informazione antimafia di nuovo qualche anno fa con una nuova rivista, &amp;ldquo;Casablanca&amp;rdquo;. Un punto di riferimento per molti. &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Graziella e soci sono gi&amp;agrave; stati lasciati soli tante volte e non lo meritano. E non meritano di essere lasciati soli, soprattutto, da chi sostiene, almeno a parole, la stessa lotta. Non meritano di essere lasciati soli dai sindacati, dalle forze democratiche, dalle varie esperienze di informazione dal basso, da ognuno di noi. &lt;br /&gt;
Sarebbe davvero intollerabile, come sostengono Maniaci e Orioles, &amp;ldquo;vedere una Graziella vittima della mafia (vera) e dell\'antimafia (a parole)&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su &lt;a&gt;www.ucuntu.org&lt;/a&gt; potete trovare le 4 idee per aiutare Graziella Proto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giorgio Ruta&amp;nbsp; &lt;u&gt;giorgioruta &lt;font&gt;[at]&amp;nbsp;&lt;/font&gt;siciliantagonista &lt;font&gt;[dot] &lt;/font&gt;org&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description>
</item>

<item>
<title>?U STISSO SANGU? , Storie pi? a sud di Tunisi - Prima nazionale a Catania</title>
<link>http://www.siciliantagonista.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=312</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;img /&gt;Immigrati, clandestini, irregolari: di queste ed altre definizioni si &amp;egrave; profondamente impregnata la comune retorica nostrana, al fine di individuare una particolare categoria umana, disprezzata ed adoperata per meri scopi propagandistici. &lt;br /&gt;
Il migrante &amp;egrave; colui del quale, per un motivo o per l\'altro, bisogna diffidare; &amp;egrave; necessario assumere comportamenti circostanziati nei suoi confronti, onde evitare possibili conseguenze negative. &lt;br /&gt;
Chiss&amp;agrave; se un simile ragionamento si &amp;egrave; mai manifestato nelle menti, tutte proiettate al &amp;ldquo;duro lavoro&amp;rdquo;, dei molti agricoltori e proprietari terrieri siciliani pronti a disporre, a loro piacimento, di manodopera a basso, quanto non a bassissimo, costo, per la gran parte migrante? &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lampedusa, Portopalo di Capopassero, Pozzallo, Gela, Licata: realt&amp;agrave; contraddistinte da un comune destino, legato indissolubilmente alle vite ed ai desideri di chi, indotto dall\'originario istinto alla sopravvivenza, si spinge verso territori lontani, incapaci, per&amp;ograve;, di assicurare una vera salvaguardia. &lt;br /&gt;
Di tutto questo, e di altro ancora, si occupa &amp;ldquo;U stisso sangu. Storie pi&amp;ugrave; a sud di Tunisi&amp;rdquo;, documentario realizzato da due autori, &lt;strong&gt;Francesco Di Martino e Sebastiano Adern&amp;ograve;&lt;/strong&gt;, capaci di affrontare il tema delle migrazioni forzate e dei protagonisti di queste, con enorme riflessione, percorrendone le medesime strade e penetrando entro i recinti che li separano, drammaticamente, da un sogno accarezzato per miglia e miglia marine. &lt;br /&gt;
La quotidiana &amp;ldquo;routine&amp;rdquo; di centinaia di uomini e donne, provenienti principalmente da Africa e Medio Oriente, si presenta in tutta la sua precariet&amp;agrave;, non solo fisica ma anche psichica, inducendo lo spettatore ad avviare un meccanismo mentale idoneo alla, seppur minima, immedesimazione. &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alle testimonianze provenienti dal centro di identificazione ed espulsione di Pian del Lago, presso il capoluogo nisseno, si affianca la cronaca dell\'ordinario sfruttamento di vite, capace di protrarsi, da diversi anni, nel siracusano (Avola e Cassibile in testa), in mancanza di efficaci interventi istituzionali. &lt;br /&gt;
A quale miglioramento potrebbe aspirare un lavoratore migrante utilizzato, durante i periodi di raccolta, ad Avola cos&amp;igrave; come a Cassibile? &lt;br /&gt;
Sole battente e terra rude assumono il ruolo di collante tra la vita lasciata alle spalle e quella accettata forzatamente. &lt;br /&gt;
Come se le costanti difficolt&amp;agrave; patite nel corso dei lunghi viaggi non fossero sufficienti, vi si aggiungono tutte le proibizioni ed i vincoli fissati dai legislatori dei paesi dell\'Occidente democratico: barriere ulteriori da affrontare, supportati, in ogni caso, dall\'ambizione di non desistere tanto facilmente. &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L\'ultimo &amp;ldquo;rimedio&amp;rdquo; propagandato da una politica devota all\'affronto piuttosto che alla condivisione, quello dei respingimenti, rafforza, invece, le scelte, accolte a livello europeo, tese all\'innalzamento di barriere, prive di concreta materialit&amp;agrave;, ma in grado di rafforzare una distorta percezione dell\'altro: talmente diverso da non poter aspirare al conseguimento di una piena personalit&amp;agrave;, giuridica e sociale. &lt;br /&gt;
Da Tunisi a Portopalo di Capopassero e viceversa, unico &amp;egrave; l\'obiettivo di chi soffre per aver smarrito ogni ragionevole prospettiva futura, ricominciare avendo le stesse opportunit&amp;agrave; di altri, senza dover patire discriminazioni derivanti dalle personali origini. &lt;br /&gt;
Alla guerra e agli stenti non pu&amp;ograve; rispondersi con lo strumento della repressione, bens&amp;igrave; con quelli dell\'accoglienza e della comprensione. &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Prima proiezione nazionale del documentario &amp;ldquo;U stisso sangu. Storie pi&amp;ugrave; a sud di Tunisi&amp;rdquo;, Luned&amp;igrave; 15 Giugno, ore 18, presso Monastero Benedettini, Catania.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Rosario Cauchi (Moltitudine)&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/strong&gt;&lt;a&gt;&lt;font&gt;&lt;strong&gt;carmelocauchi [at] tin &lt;font&gt;[dot] &lt;/font&gt;it&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
</item>

<item>
<title>LA DISSIDENZA IN SCENA TRA LE STRADE DI NISCEMI</title>
<link>http://www.siciliantagonista.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=311</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;img /&gt;&amp;ldquo;Non esistono certezze inerenti l\'effettiva pericolosit&amp;agrave; del futuro Mobile User Object System, solo l\'avvio dell\'intera struttura potr&amp;agrave; consentirci di pervenire a maggiori sicurezze&amp;rdquo;, queste, per sommi capi, le dichiarazioni rilasciate, nel corso di uno degli ultimi convegni organizzati a Niscemi sul tema Muos, da esperti universitari, presentatisi, evidentemente, con l\'intento di difendere interessi consolidatisi. &lt;br /&gt;
La stessa opinione, evidentemente, non viene condivisa dalla popolazione locale e dai componenti del comitato popolare No Muos, intenti, oramai da diversi mesi, a sostenere una difficile battaglia contro la volont&amp;agrave; delle autorit&amp;agrave; militari statunitensi, sempre pi&amp;ugrave; disinteressate ad un coerente esame della realt&amp;agrave; locale e delle richieste di migliaia di persone. &lt;br /&gt;
Perseguendo l\'intento, prioritario, di far risaltare le proprie ragioni, al fine di coinvolgere l\'intera opinione pubblica, il comitato popolare No Muos, in questa occasione spalleggiato dalle istituzioni locali, ha deciso, bissando la manifestazione del febbraio scorso, di convocare tutti gli interessati per una lunga marcia, avente quale tappa finale l\'ingresso dell\'attuale installazione militare U.S.A., attiva fin dal 1991. &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il corteo, composto da una eterogeneit&amp;agrave; di soggetti politici e sociali, ha voluto esprimere tutti i dubbi e le relative opposizioni di una comunit&amp;agrave; stanca di subire passivamente scelte fissate dall\'alto: gi&amp;agrave; nel corso della manifestazione svoltasi lo scorso Febbraio era emersa, in maniera trasparente, del resto, la convinzione di ribellarsi ad un\'espansione militare dai tratti allarmanti. &lt;br /&gt;
Il centro sociale Ex Carcere di Palermo, il Coordinamento Regionale contro il G8, il Movimento per la smilitarizzazione della base di Sigonella, gli studenti, Legambiente, accompagnati da altri interlocutori sociali, hanno costituito un fronte compatto, disposto a percorrere il tratto stradale che distanzia la citt&amp;agrave; di Niscemi dalle gi&amp;agrave; esistenti strutture militari statunitensi (poco pi&amp;ugrave; di cinque chilometri), per indicare scelte tendenti, decisamente, verso la completa smilitarizzazione. &lt;br /&gt;
Il futuro della Sicilia, come quello dell\'intero territorio nazionale, non deve dipendere da entit&amp;agrave; militari, di qualsiasi tipo: lo sviluppo si lega, indissolubilmente, alla scelta di rifiutare guerre d\'occupazione, destinate, inevitabilmente, a soggiogare popolazioni inermi. &lt;br /&gt;
Il governo nazionale, nella persona dell\'attuale Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si &amp;egrave; dimostrato, al pari del precedente, privo di un qualsiasi interesse verso richieste provenienti dal basso: Niscemi, sotto questo profilo, segue l\'esperienza di Vicenza, Aviano, La Maddalena, della Toscana. &lt;img /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Purtroppo le stesse istituzioni locali, forse impreparate sul tema, si sono spesso dimostrate deboli e rinunciatarie: un esempio lampante proviene proprio dalla manifestazione di sabato, quando, giunti alla conclusione del tragitto, la parte del corteo vicino ai rappresentati politici locali, ha unilateralmente optato per non sostare innanzi ai cancelli d\'ingresso della struttura della marina militare U.S.A., prediligendo un arrivo pi&amp;ugrave; &amp;ldquo;consono&amp;rdquo;, onde evitare rischi per la sicurezza pubblica; al contrario, le anime non controllate dall\'esterno, presenti in gran numero all\'interno del corteo, hanno democraticamente individuato, proprio in quei cancelli, la meta naturale di una marcia votata ad un messaggio opposto a quello espresso dai progetti neo-coloniali U.S.A., supportati da tutti gli Stati membri dell\'Allenza Atlantica. &lt;br /&gt;
Di certo, pur in presenza di una partecipazione minore rispetto a quella preventivata in origine, Niscemi continuer&amp;agrave; a lottare, servendosi dei tipici strumenti della democrazia popolare, per far prevalere l\'interesse generale alla salvaguardia della salute: onde evitare di dover aggiornare il triste elenco delle morti cagionate dagli strumenti di guerra. &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rosario Cauchi (Moltitudine)&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/strong&gt;&lt;a&gt;&lt;font&gt;&lt;strong&gt;carmelocauchi [at] tin &lt;font&gt;[dot] &lt;/font&gt;it&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font&gt;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Le &lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a&gt;&lt;strong&gt;Photo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt; della giornata realizzate da Rosario Cauchi&lt;br /&gt;
&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Presentazione ''Come un uomo sulla Terra'' - Modica 1 Giugno</title>
<link>http://www.siciliantagonista.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=310</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Clandestino e Borderline Sicilia &lt;br /&gt;
presentano &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Modica &amp;ndash; Palazzo della Cultura &amp;ndash; 1 giugno 2009 ore 19:00 &lt;br /&gt;
COME UN UOMO SULLA TERRA &lt;br /&gt;
un film di Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer &lt;img /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
COMUNICATO STAMPA - Dal 2003 l&amp;rsquo;Italia chiede alla Libia di fermare i migranti africani diretti a Lampedusa. Ma cosa fa realmente la polizia libica? Cosa subiscono migliaia di uomini e donne? E perch&amp;egrave; tutti fingono di non saperlo? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo 200 proiezioni in tutta Italia, e oltre 6.500 firme raccolte per una inchiesta parlamentare, arriva finalmente anche a Modica il film documentario che svela i retroscena della cooperazione italo libica contro l&amp;rsquo;immigrazione. Un tema estremamente attuale visti i respingimenti in mare al largo di Lampedusa. Che fine fanno emigranti e rifugiati una volta rispediti nelle carceri libiche? Ne discuteremo dopo la proiezione, con i giornalisti Gabriele Del Grande (Fortress Europe) e Roman Herzog (Radio pubblica tedesca). Appuntamento al primo giugno 2009, ore 19:00 al Palazzo della Cultura, in corso Umberto I, a Modica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il film &amp;egrave; stato girato da Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer. Dagmawi oltre ad essere regista &amp;egrave; anche protagonista del film. Studente di giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia, nel 2005 decise di emigrare a causa della forte repressione politica. Prima di sbarcare a Lampedusa ha attraversato il deserto e il mare, subendo le violenze della polizia libica. A Roma, grazie alla scuola di italiano Asinitas, ha imparato a usare la telecamera. E ha deciso di raccogliere le memorie dei suoi compagni di viaggio, per rompere l&amp;rsquo;incomprensibile silenzio su quanto sta accadendo in Libia, nei campi di detenzione finanziati dall&amp;rsquo;Italia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il film &amp;egrave; una produzione Asinitas e Zalab, con il patrocinio di Amnesty International. Uscito nel settembre 2008, &amp;egrave; stato premiato al Salina Doc Festival 2008, al Premio Don Luigi di Liegro 2008, al Festival del Cinema Africano di Verona, al Premio De Seta Per il Cinema Italiano e il Premio Provincia Solidale della Provincia di Roma. &amp;Egrave; stato inoltre selezionato nelle rassegne Mostra Internazionale del Cinema di Sao Paolo, Festival Cinemafrica di Stoccolma, Festival Batik di Perugia, Stati Generali del Documentario di Palermo, Visioni Italiane a Bologna, London International Documentary Festival, Fespaco a Ouagadougou (Burkina Faso), Festival Internazionale del Doc d\'Abruzzo, Premio David di Donatello, Premio Casa Rossa - Bellaria Film Festival &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Contatti &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Il Clandestino: email &lt;a&gt;ilclandestino1@gmail.com&lt;/a&gt; &amp;ndash; telefono 3334902756 &lt;br /&gt;
Border Line Sicilia: &lt;a&gt;paola_ottaviano@yahoo.it&lt;/a&gt; - 3396586598 &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maggiori informazioni &lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;a&gt;http://comeunuomosullaterra.blogspot.com&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
&lt;a&gt;http://fortresseurope.blogspot.com&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;
&lt;a&gt;www.ilclandestinonline.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Insieme contro il PONTE - 8 Agosto manifestazione nazionale</title>
<link>http://www.siciliantagonista.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=309</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;&lt;img /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/strong&gt; - Contro il Ponte e per la tutela dei territori&amp;nbsp;8 agosto manifestazione a Messina il piano per le infrastrutture varato dal Governo si configura come un vero e proprio regalo nei confronti dei grossi contractor (Impregilo in testa) che fanno del rapporto con le istituzioni pubbliche la loro fortuna.Dei 16 miliardi&amp;nbsp;di Euro complessivi, 1,3 sono stati destinati al Ponte sullo Stretto, opera che ha acquisito un valore simbolico ormai superiore anche allo stanziamento previsto. All&amp;rsquo;operazione infrastrutture viene assegnato il significato del rilancio dell&amp;rsquo;economia e dell&amp;rsquo;occupazione. Si tratta di un nuovo corso a carattere globale con enormi investimenti (seppure ogni paese lo configuri con caratteristiche differenti). In realt&amp;agrave; difficilmente questo tipo di politiche avr&amp;agrave; un vero effetto anticiclico (ancora meno miglioreranno le condizioni di vita dei lavoratori colpiti dalla crisi), ma sicuramente servir&amp;agrave; a trasferire risorse dal pubblico alle imprese private che sono impegnate in questo settore di mercato. &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;La costruzione del ponte sullo Stretto, al di l&amp;agrave; del portato di distruzione di un&amp;rsquo;area paesaggisticamente straordinaria e di importanza unica dal punto di vista naturalistico e della devastazione cui condurrebbe Messina e Villa San Giovanni a causa di immensi cantieri che interesserebbero queste citt&amp;agrave; per molti anni, non ha alcuna logica dal punto di vista trasportistico ed economico. Tutti gli studi condotti negli ultimi anni, infatti, a partire da quelli degli advisor, indicano in alti tassi di crescita del meridione (almeno il 3,8 %) la condizione perch&amp;eacute; il ponte possa essere seppur minimamente profittevole. A tali tassi corrisponderebbe, infatti, un incremento dei transiti che indurrebbe quegli introiti che giustificherebbero economicamente l&amp;rsquo;opera. Com&amp;rsquo;&amp;egrave; evidente, per&amp;ograve;, siamo molto lontani da questi dati ed infatti negli ultimi anni il traffico nello Stretto di Messina ha visto un netto ridimensionamento piuttosto che l&amp;rsquo;auspicato incremento. I tanto sbandierati ingorghi agli imbarcaderi (che giustificherebbero l&amp;rsquo;opera) sono in realt&amp;agrave; ormai rari e in larga misura causati da una riduzione della flotta e dalla progressiva opera di dismissione portata avanti dalle Ferrovie dello Stato nel mezzogiorno. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;E allora sar&amp;agrave; alquanto difficile che possa esserci un investimento di privati in un&amp;rsquo;opera che non d&amp;agrave; alcuna garanzia di profitti(nonostante le clausole di rivalsa che prevedono il rimborso del 50% dell&amp;rsquo;investimento allo scadere della concessione). Il finanziamento (se ci sar&amp;agrave;, col miliardo e trecento milioni attuali avvieranno progettazione ed opere propedeutiche e/o compensative) sar&amp;agrave; interamente pubblico e verr&amp;agrave;, come spesso ripetuto da Matteoli, recuperato in larga parte sul mercato finanziario (attraverso prestiti e/o obbligazioni) rinviando il debito alle generazioni successive. Inoltre, i 40000 addetti propagandati dal Governo sono da ridurre, secondo recenti studi, basati peraltro anche sulle rilevazioni condotte dagli advisor, a circa 5000 di cui solo 2000 locali. &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il movimento Noponte ha sempre motivato la sua contrariet&amp;agrave; al Ponte sullo Stretto non soltanto per motivazioni ambientali, economiche, trasportistiche, sociali ma anche sollevando gravi interrogativi su aspetti tecnici legati alla scarsa valutazione sull&amp;rsquo;alta sismicit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;area, sulla tenuta delle saldature del Ponte, sui limiti tecnologici attuali per garantire una &amp;ldquo;luce&amp;rdquo; cos&amp;igrave; lunga, ecc.. Quegli interrogativi sono oggi confermati ed addirittura aggravati non da un tecnico qualsiasi ma addirittura da quello che fu il presidente del comitato tecnico-scientifico per la verifica della fattibilit&amp;agrave; del Ponte ovvero il prof. Remo Calzona che dichiara apertamente in una intervista a &amp;ldquo;La Repubblica&amp;rdquo; di avere sbagliato le previsioni: la soluzione del Ponte a campata unica &amp;egrave; oggi assai pi&amp;ugrave; costosa e per nulla immune da crisi strutturali; il Ponte potrebbe collassare a causa della fatica dei materiali (il cosiddetto fletter, che provoc&amp;ograve; la caduta del ponte di Tacoma, sopra Los Angeles); &amp;egrave; molto probabile che il Ponte subisca il fenomeno del galopping, ovvero una deformazione patita in Danimarca dal nastro d&amp;rsquo;asfalto del ponte sullo Storebelt, impedendo il passaggio di cose e persone, ovvero il motivo ufficiale per il quale si costruisce un Ponte!!! &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Il 22 gennaio 2006 una grande manifestazione partecipata da decine di migliaia di persone (con la partecipazione di una folta delegazione di No Tav) invase le strade di Messina e determin&amp;ograve; di fatto uno stop alla costruzione del ponte. Il Governo Prodi, infatti, inser&amp;igrave; l&amp;rsquo;opera tra quelle non prioritarie. Non cancell&amp;ograve;, per&amp;ograve;, la Stretto di Messina Spa (Societ&amp;agrave; incaricata di gestire la costruzione del Ponte), n&amp;eacute; rescisse il contratto firmato da Berlusconi con Impregilo poco prima della scadenza del suo mandato. E&amp;rsquo; risultato, cos&amp;igrave;, &lt;br /&gt;
agevole al nuovo Governo Berlusconi rilanciare l&amp;rsquo;operazione. Per fermare nuovamente la costruzione del ponte sullo Stretto sar&amp;agrave; oggi &lt;br /&gt;
necessario ricostruire le condizioni che portarono a quella grande mobilitazione di piazza. Lo abbiamo fatto una volta, possiamo rifarlo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Da oggi lavoriamo per l&amp;rsquo;organizzazione di una grande manifestazione a Messina &lt;br /&gt;
l&amp;rsquo;8 agosto. &lt;br /&gt;
RETE NO PONTE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Per aderire alla manifestazione : &lt;font&gt;&lt;a&gt;http://www.retenoponte.it/&lt;/a&gt; &lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Per un'informazione libera, libera informazione</title>
<link>http://www.siciliantagonista.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=308</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&amp;ldquo;In Italia ormai abbiamo perso la capacit&amp;agrave; di indignarci di fronte a tutto ci&amp;ograve; che accade e che viene detto&amp;rdquo;: cos&amp;igrave; esordisce Marco Travaglio, super ospite del 1&amp;deg; Festival del Giornalismo di Inchiesta tenutosi a Marsala, durante la presentazione del suo libro &amp;ldquo;Italia Annozero&amp;rdquo;. Un weekend importante che ha visto protagonisti anche Vauro, Beatrice Borromeo, Peter Gomez, Luca Telese, Pino Corrias, David Lane e moltissimi altri nel panorama del giornalismo.&lt;img /&gt; &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;L&amp;rsquo;organizzazione dell&amp;rsquo;evento nasce da una forte esigenza di informazione, in un Paese ormai ammalato di &lt;br /&gt;
silenzio. L&amp;rsquo;Italia ha bisogno di momenti di verit&amp;agrave;, in un periodo di grande crisi per la libert&amp;agrave; di stampa e di comunicazione, in cui &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; difficile per chi vuole entrare in questo mondo raccontare obiettivamente e senza censure ci&amp;ograve; che realmente succede nel quotidiano. &lt;br /&gt;
E&amp;rsquo; a questo proposito che domenica si &amp;egrave; tenuto l&amp;rsquo;incontro &amp;ldquo;Per un giornalismo libero&amp;rdquo;, volto a promuovere la costituzione del Centro per il Giornalismo d&amp;rsquo;inchiesta e di analisi: un forte segnale che si vuol dare a tutti coloro, giornalisti e non solo, fossero interessati a dare un contributo alla nascita di inchieste nell&amp;rsquo;ambito del loro territorio o a fornire informazioni quali filmati e testimonianze; il citizen journalism, infatti, oltre ad essere molto di moda in diversi Paesi del mondo, si rivela spesso prezioso per ricostruire vicende che altrimenti i tg nazionali non riuscirebbero a riportare. &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Cittadini partecipi, dunque, nel portare a galla ci&amp;ograve; che i mass media imbavagliati tacciono: il giornalismo serio &amp;egrave; la base per il futuro di tutti noi. L&amp;rsquo;informazione ha il dovere e il diritto di far conoscere ogni aspetto della realt&amp;agrave;, di dar voce a chi ha qualcosa da dire. &lt;br /&gt;
Non serve coraggio, ma solo un po&amp;rsquo; di coscienza per stonare fuori dal coro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Valentina Barresi&amp;nbsp; &lt;u&gt;fly.vale [at] alice [dot] it&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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<title>L'ANTIMAFIA SOCIALE</title>
<link>http://www.siciliantagonista.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=307</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;img /&gt;&amp;ldquo;Giuseppe Impastato, militante di Democrazia Proletaria, saltato in aria mentre stava preparando un attentato sulla linea ferrata Palermo-Trapani&amp;rdquo;: questo dispaccio di cronaca locale, risalente alla data del 9 Maggio 1978, si diffuse rapidamente, pervenendo fino alle redazioni giornalistiche nazionali. &lt;br /&gt;
Un altro &amp;ldquo;brigatista&amp;rdquo;, da aggiungere agli autori dell\'omicidio Moro, aveva cercato, senza raggiungere gli obiettivi prefissatisi, di destabilizzare la struttura statuale, al fine di conseguire il risultato della rivoluzione. &lt;br /&gt;
A posteriori sarebbe molto facile citare l\'opera di disinformazione, volontaria o indotta, manifestatasi durante quei tristi giorni; ma non ci si pu&amp;ograve; limitare ad una simile disamina, poich&amp;eacute;, nel caso Impastato, ulteriori fattori hanno agito, perseguendo un\'esclusiva velleit&amp;agrave;: la totale distruzione di un processo, avviatosi dal basso, tendente all\'emersione di un fenomeno, quello mafioso, invasivo ed autoritario, esteso fin all\'interno del meccanismo istituzionale. &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Simili convinzioni, nel corso di un lungo trentennio, hanno contraddistinto il percorso avviato dai compagni di Peppino, affiancati da una complesso insieme di entit&amp;agrave; politico-sociali, sfociato, infine, nel forum sociale antimafia, celebratosi anche quest\'anno. &lt;br /&gt;
Cinisi, come in precedenti occasioni, ha assunto le vesti di centro nevralgico dell\'intero movimento antimafia, siciliano e non solo. &lt;br /&gt;
Le soggettivit&amp;agrave; sociali presenti, molte delle quali intensamente coinvolte anche nell\'organizzazione del contro-vertice siracusano di Aprile, hanno approfittato di una ricorrenza, sempre sentita e condivisa, per definire programmi legati all\'azione da realizzarsi nel prossimo futuro, ed analizzare i risultati raggiunti sul fronte, aperto e dinamico, della lotta al potere economico-istituzionale esercitato dalle organizzazioni mafiose. &lt;br /&gt;
L\'attacco da perpetrare ai danni della violenza criminale deve necessariamente legarsi ad altre battaglie popolari (quella per la salvaguardia del territorio, il rifiuto verso ogni imposizione fascista e razzista, la tutela dei lavoratori soggiogati dalla cupidigia padronale), prioritarie per giungere alla costituzione di un fronte comune, in grado di esercitare, dal basso, un\'azione di radicalit&amp;agrave; sociale. &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 9 Maggio 2009, alla stregua degli anni precedenti, non ha mancato di offrire argomenti e discussioni, confluite all\'interno dell\'ampio corteo partito dalla sede di Radio Aut, in territorio di Terrasini, per confluire innanzi alla &amp;ldquo;Casa Memoria&amp;rdquo;, sita a Cinisi, ancora piena di ricordi e particolarit&amp;agrave;, indissolubilmente legati all\'esperienza di Peppino ed al suo intento di rivoluzionare Cinisi per poter sperare in un generale mutamento del Paese.&lt;img /&gt; &lt;br /&gt;
Il corteo, sempre indirizzato a suscitare reazioni positive anche da parte dei residenti, in origine molto diffidenti, ha visto la partecipazione di un gran numero di persone, molte delle quali giunte appositamente, sostenute dagli animatori dei vari forum susseguitisi durante un\'intensa tre giorni. &lt;br /&gt;
Questa edizione ha, peraltro, idealmente abbracciato i ragionamenti ed i progetti generatisi nel corso del contro-vertice di Siracusa, ponendosi alle fondamenta di un movimento destinato ad ampliare la propria operativit&amp;agrave;, a sostegno di ogni resistenza ad interessi precostituiti. &lt;br /&gt;
Peppino, certamente, si sarebbe affiancato a persone disposte, unendosi, a rappresentare gli interessi di tutti coloro i quali, privati di un\'adeguata tutela, non dispongono di sufficiente voce per urlare la propria disapprovazione verso ogni forma di abuso. &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rosario Cauchi (Moltitudine)&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/strong&gt;&lt;a&gt;&lt;font&gt;&lt;strong&gt;carmelocauchi [at] tin &lt;font&gt;[dot] &lt;/font&gt;it&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font&gt; &lt;/font&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;</description>
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<title>Festival del giornalismo d'inchiesta - Marsala 8/10 Maggio</title>
<link>http://www.siciliantagonista.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=306</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;Ricerca della verit&amp;agrave;, approfondimenti seri e libert&amp;agrave; di stampa: temi di grande attualit&amp;agrave; di cui sentiamo sempre pi&amp;ugrave; la mancanza, al centro del primo Festival del Giornalismo d&amp;rsquo;Inchiesta a chiare lettere che si terr&amp;agrave; l&amp;rsquo;8, il 9 e il 10 maggio a Marsala. Tre giorni di incontri con giornalisti, scrittori, reporter, attori e musicisti che per l&amp;rsquo;occasione si ritroveranno tutti in questa perla della Sicilia occidentale con un unico scopo: comunicare e far luce su casi discussi e grandi piaghe del nostro tempo.&lt;img /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Venerd&amp;igrave; 8 maggio video intervento di Roberto Saviano che aprir&amp;agrave; il dibattito mattutino &amp;ldquo;Le mafie e noi&amp;rdquo;; a seguire nel pomeriggio &amp;ldquo;Riapriamo il caso Pasolini&amp;rdquo; interessante dibattito sulla vita e sulla prematura scomparsa di uno dei pi&amp;ugrave; grandi intellettuali del &amp;lsquo;900. In serata l&amp;rsquo;attesissimo incontro con il leader della PFM Franz di Cioccio &amp;ldquo;Evaporati in una nuvola di rock&amp;rdquo;, che si esibir&amp;agrave; in un &amp;ldquo;Omaggio a Fabrizio De Andr&amp;egrave;&amp;rdquo; con la sua band Slow Feet. Da segnalare, inoltre, il 9 maggio lo spettacolo di Neri Marcor&amp;egrave; per un sabato sera all&amp;rsquo;insegna della comicit&amp;agrave; e per chiudere in bellezza, domenica 10, presentazione in anteprima del nuovo libro di Marco Travaglio e Vauro &amp;ldquo;Italia Annozero&amp;rdquo;, seguita dal dibattito &amp;ldquo;Soluzione finale, ovvero il bavaglio dell&amp;rsquo;informazione&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Importanti nomi della carta stampata in Italia e del giornalismo internazionale daranno il loro contributo ad un&amp;rsquo;iniziativa inedita patrocinata dalla citt&amp;agrave; di Marsala, che per l&amp;rsquo;evento mette in mostra anche i suoi punti di forza con &amp;ldquo;Il salotto del vino Marsala&amp;rdquo;, allestito all&amp;rsquo;interno del complesso di San Pietro. Cultura, informazione, divertimento e scorci suggestivi per un weekend alla riscoperta del vero giornalismo d&amp;rsquo;autore. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Per consultare il calendario completo degli appuntamenti: &lt;/strong&gt;&lt;a&gt;&lt;strong&gt;www.comune.marsala.tp.it&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Valentina Barresi&amp;nbsp; &lt;u&gt;fly.vale [at] alice [dot] it&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/p&gt;</description>
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<title>Sostenere Telejato</title>
<link>http://www.siciliantagonista.org/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=305</link>
<description>&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;img /&gt;Se tenete ad un informazione libera, irriverente e antimafiosa, Venerdi 8 maggio, alle 9.00, non potete che non essere davanti alla Pretura di Partinico. Perch&amp;eacute;? Vi racconto la storia di una strana televisione, Telejato, e di uno strano giornalista. &lt;br /&gt;
Telejato &amp;egrave; una delle tante emittenti televisive locali. Ha sede a Partinico ed &amp;egrave; a gestione familiare. Fin qui niente di strano. Ma ha una particolarit&amp;agrave;: &amp;egrave; un&amp;rsquo;emittente libera e antimafia. Sfortunatamente &amp;egrave; una rarit&amp;agrave;. L&amp;rsquo;animatore di questa esperienza &amp;egrave; Pino Maniaci, 56 anni, ex imprenditore edile che ha rilevato Telejato nel 1999. Assieme a lui sua figlia Letizia, 24 anni, scuola alberghiera interrotta e il figlio Giovanni, 21 anni, studi interrotti dopo le medie e il supporto della moglie. I figli hanno abbandonato gli studi per stare accanto al padre. Ma la redazione ha il supporto di informatori sparsi nella zona che consentono di non perdere nessuna notizia. La Tv dei Maniaci fu la prima a dare la notizia del pentimento di Giusy Vitale, prima donna boss a pentirsi e Bernardo Provenzano, dal suo covo, non si perdeva un tg. &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Telejato ha un&amp;rsquo;altra particolarit&amp;agrave;: 250 denunce, solo 200 sono state presentate da Antonia Bertolino, titolare della distilleria pi&amp;ugrave; grande d&amp;rsquo;Europa. L&amp;rsquo;azienda della Bertolino, cognata del pentito Angelo Siino, &amp;egrave; accusata di inquinare la zona di Partitico e Telejato ha portato alla luce i fatti. &lt;br /&gt;
Ma a contrastare Pino Maniaci non ci sono solo le denunce ci sono pure le minacce. Nella serata del 30 gennaio Pino viene aggredito a calci e pugni da un gruppo di giovani, tra cui, come confermato dallo stesso giornalista, uno dei figli del boss mafioso Vito Vitale detto &amp;ldquo;Fardazza&amp;rdquo;, feroce capo mafia di Partinico, arrestato nel &amp;rsquo;98 in quanto braccio armato di Tot&amp;ograve; Riina. Il giorno prima il pestaggio il telegiornale aveva aperto con la notizia dei lavori del comune in un&amp;acute;area in zona Vallegrande dove si trovavano delle stalle di propriet&amp;agrave; dei Vitale confiscate dallo Stato. Il giornalista va in onda il giorno dopo, in diretta, con l&amp;rsquo;occhio sinistro pesto, nero e semichiuso. &lt;br /&gt;
Pino Maniaci &amp;egrave; un uomo forte, non demorde e non lo fa neanche quando viene rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione di giornalista, qualche mese fa. &lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&amp;ldquo;Pino Maniaci - dice Riccardo Orioles, direttore responsabile di Telejato -, prima di essere un antimafioso che rischia la pelle per il suo paese, &amp;egrave; anche uno dei migliori giornalisti d&amp;rsquo;Italia: Telejato &amp;egrave; conosciuta in paesi in cui non sanno nemmeno cosa sia &amp;quot;La Sicilia&amp;quot; e il &amp;quot;Giornale di Sicilia&amp;quot;. Come direttore responsabile di Telejato affermo che Pino Maniaci ha sempre esercitato la sua professione in maniera niente affatto abusiva ma chiara ed esemplare. Intendo - conclude Orioles - ricostruire l&amp;rsquo;iter di questa bizzarra incriminazione ed accertare in particolare se qualche collega siciliana abbia avuto parte in calunnie verso Pino Maniaci. Invito l&amp;rsquo;ordine nazionale dei giornalisti ad attivarsi con me in tal senso&amp;quot;. Ma l&amp;rsquo;ordine dei giornalisti non si attiva in tal senso mostrandosi complice di chi vuole una voce libera e fuori dal coro imbavagliata. &lt;br /&gt;
Ecco perch&amp;eacute; &amp;egrave; giusto scendere in piazza per mostrare tutto l&amp;rsquo;appoggio a Pino e il disappunto al comportamento inconcepibile dell&amp;rsquo;Ordine dei giornalisti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Giorgio Ruta&amp;nbsp; &lt;u&gt;giorgioruta &lt;font&gt;[at]&amp;nbsp;&lt;/font&gt;siciliantagonista &lt;font&gt;[dot] &lt;/font&gt;org&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
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